Il nome di Cefalù deriva dal greco KEFALOIDION o KEPHALOIDIOS, il cui significato è legato alla forma caratteristica della Rocca che la sovrasta assomigliante, appunto, ad una piccola testa. Cefalù, paese di pescatori e importate meta turistica è uno dei 15 Comuni siciliani che fanno parte del “Parco delle Madonie”, importante centro non solo naturalistico ma anche storico perchè in esso si trovano testimonianze del passaggio di diverse popolazione nella zona nel corso dei millenni. Di seguito vi suggeriamo alcuni dei monumenti e dei luoghi da visitare.

Il Duomo

La costruzione iniziò nella prima metà del XII sec., al tempo di Ruggero II. Secondo la leggenda il Re aveva intrapreso un viaggio che da Napoli lo doveva portare a Palermo, per le avverse condizioni del tempo il re rischiò  la morte per colpa di un naufragio vicino alle coste di Cefalù; per ringraziare la città dello scampato pericolo, ordinò la costruzione di un Duomo.

La struttura, ricalca le consuete tipologie edilizie ed architettoniche delle costruzioni religiose normanne ed è, per molti versi, simile al Duomo di Monreale. Il monumentale edificio è situato ai piedi della Rocca, promontorio roccioso sul mare di eccezionale valore paesaggistico.

All’interno nella curva dell’abside, fra tutte le raffigurazioni fatte a mosaico, spicca quella del Cristo Pantocratore che, campeggiando illumina l’atmosfera della Chiesa, quasi a voler ribadire il messaggio che appare nel Vangelo alla sua sinistra “Cristo è la luce del mondo”.

Il Lavatoio medievale

Di probabile origine medievale, il lavatoio raccoglie le acque della sorgente Cefalino, annoverata dal Boccaccio nell’opera “Il libro dei monti e dei fiumi del mondo”. Per una scalinata in lumachella si scende sino ad un vano, caratterizzato da basse volte dove l’acqua, sgorgando dalle numerose bocche lungo le pareti, defluisce tra le vasche scavate nella roccia e sfocia in mare attraverso una piccola cava sotto le abitazioni.

Museo Mandralisca

Situato nella omonima via, il Museo Mandralisca nasce per volontà del barone Enrico Piratino di Mandralisca . Uomo “universale” per spirito ed educazione vissuto nel XIX sec che, alla sua morte, decise di lasciare alla città il suo patrimonio.

Il museo comprende una biblioteca di circa seimila volumi, ricca di cinquecentine, una vasta raccolta numismatica, i cui pezzi sono esemplificativi dell’arte della monetazione siceliota: dall’arcaismo maturo al periodo dei maestri monetieri. La pinacoteca raccoglie opere di vari epoca, tra le quali il famosissimo “Ritratto di ignoto” di Antonello da Messina.

L’Osterio Magno

L’Osterio Magno, il cui termine indica il palazzo signorile della città, si trova sul Corso Ruggero, ad angolo con la via Amendola.
L’edificio consta di due parti risalenti a epoche diverse. Più antica, del 200 circa, è la parte bicroma (in pietra lavica e dorata) che si affaccia su via Amendola, impreziosita da due bifore. Adiacente a questa, la torre quadrangolare edificata nel 300 in cui si apre un’elegante trifora sormontata da un elaborato arco in stile chiaromontano. Secondo la tradizione, l’edificio fu la residenza di re Ruggero e dal XIV sec. appartenne al casato dei Ventimiglia.

Chiesa di Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano, detta anche del Purgatorio, per l’annesso Oratorio della Confraternita delle anime del Purgatorio, si affaccia sulla piccola piazza Giovan Battista Spinola. Il prospetto è caratterizzato da un ampio portale in pietra grigia arricchito da sculture in rilievo raffiguranti le anime purganti, cornici e maschere.

Vi si accede da una scalinata inizialmente ad unico invito, che, dopo un piano di riposo, si apre a tenaglia movimentando tutto il complesso architettonico tipicamente barocco.
La torre di destra è stata sfortunatamente deturpata da una costruzione di età posteriore; quella di sinistra, culminante in una cuspide, funge da campanile.

Chiesa di Santa Maria della Catena

Edificata nel 1780 e dedicata a Maria SS. Della Catena o dell’Addoloratella, la chiesa presenta un elegante prospetto in tufo con una loggia sorretta da pilastri ed affiancata da due nicchie contenenti due statue e una terza nicchia con la statua della Madonna.

Il prospetto è completato dalla torre campanaria la cui base ingloba i resti delle antiche mura megalitiche della città. L’interno della chiesa è particolarmente semplice con una sola navata e priva di abside e transetto.

Il Castello

Di origine medievale risalente al XIII-XIV secolo, fu costruito in cima alla Rocca, un promontorio calcareo che sovrasta Cefalù. Il castello di dimensioni modeste, ricopre un’area rettangolare di 35 m. per 20 m. era praticamente inaccessibile, difeso naturalmente dalle pareti ripidissime della Rocca e artificialmente dalle due cinte murarie. Di tale struttura, si conservano le antiche pietre rimaste a testimonianza della trascorsa potenza.

Il tempio di Diana

Il Tempio che sorge sulla Rocca è un misterioso rudere di struttura megalitica con architrave monolitico elegantemente modato, comunemente noto come il Tempio di Diana. L’edificio, sorto tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C., è costituito da due vani caratterizzati da due porte architravate, simili alla principale, dislocati ai lati di un corridoio in fondo al quale si possono vedere i resti di una cisterna protostorica del IX sec. a.C. La cisterna, con copertura di tipo dolmenico, è costituita da otto grossi lastroni poggiati sui bordi della cavità e su una specie di architrave che grava su un pilastro centrale formato da quattro blocchi sovrapposti.